Il weekend che si chiude non è uno qualunque. È l’ultimo di febbraio.
E per chi vive di corsa, per chi misura il tempo in chilometri e non in giorni, è il momento di fermarsi un attimo, voltarsi indietro e respirare tutto quello che questo mese ci ha regalato. Perché ogni fine settimana, da Capponi, non è mai solo un sabato o una domenica: è un appuntamento, è una partenza, è un’emozione che prende forma sull’asfalto.
Domenica 1 febbraio: si parte con il botto
Febbraio non poteva iniziare in modo migliore.
Domenica 1 febbraio, l’allenamento di gruppo organizzato da Passo Capponi in collaborazione con Lucky Sport non è stato “solo” un lungo domenicale. È stato molto di più.
Possiamo dire che febbraio è iniziato con il botto?
Sì, lo possiamo dire. E senza esitazioni.
Più di 200 runners, Capponi e non solo, si sono ritrovati fianco a fianco. Oltre 200 storie diverse, oltre 200 obiettivi personali, oltre 200 motivazioni che però, per qualche ora, hanno battuto allo stesso ritmo.
Non è stato soltanto un allenamento per mettere chilometri nelle gambe in vista delle gare dei primi mesi dell’anno. È stato un momento per prepararsi anche mentalmente. Per ricordarsi perché si corre. Perché sì, correre è bello. Ma condividere la fatica, gli sguardi d’intesa, il fiato corto e le risate con i propri compagni di corsa… è ancora più bello.
C’era chi inseguiva una nuova distanza.
Chi preparava una maratona.
Chi semplicemente voleva sentirsi parte di qualcosa.
E in quelle strade percorse insieme si è respirata un’energia speciale. L’energia di una comunità che non si limita a correre, ma cresce, si sostiene, si riconosce.
Domenica 8: 3° Camminata Città di Granarolo- 2° Competitiva
Se febbraio era iniziato con l’energia travolgente di un grande allenamento condiviso, il resto del mese non è stato da meno. Nonostante una mattinata grigia, umida, di quelle che invitano a restare sotto le coperte, i Capponi hanno risposto presente. Sempre. Una quarantina al via, tra competitiva e non competitiva. E con loro anche l’immancabile gruppo di camminatrici, perché da Capponi ognuno trova il proprio passo, veloce o lento che sia. Alla partenza della non competitiva c’era un colpo d’occhio che scaldava il cuore: le magliette con il pollo che “arriva con calma” rappresentavano più della metà dei partecipanti totali. Un simbolo, ormai, di appartenenza. Un modo ironico e orgoglioso per dire: noi ci siamo, al nostro ritmo, ma ci siamo. Il percorso da 10 km si snodava nella tranquillità della campagna, tra silenzi interrotti solo dal rumore dei passi e dal respiro condiviso. Poi il rientro verso Granarolo dell’Emilia lungo la ciclabile che costeggia la Via San Donato. Un ristoro sul percorso, un sorriso, una parola di incoraggiamento. E all’arrivo, un ristoro finale con l’orzotto per tutti: semplice, caldo, meritato.
La partenza della competitiva è stata un po’ “tribolata”, di quelle che mettono alla prova la pazienza. Ma poi, come spesso accade nella corsa e nella vita, trovato il ritmo tutto è andato liscio. Gambe che girano, concentrazione, determinazione. E alla fine, la soddisfazione.

Ma se la corsa è il cuore, il terzo tempo è l’anima.
In tenda Passo Capponi, tra spritz e birra, ciccioli montanari, mortadella, formaggio, taralli e patatine, si è celebrato molto più di una gara. Si è celebrato lo stare insieme. Le risate, gli sfottò, le analisi tecniche improvvisate. E a fare da colonna sonora la techno potente di Charlotte de Witte, a ricordarci che l’energia non finisce sotto l’arco d’arrivo.
E poi una nota speciale, forse la più bella: la partecipazione di quattro giovanissimi nuovi runners. Figli Capponi. La dimostrazione che la passione si trasmette, che l’esempio conta, che certe emozioni si imparano guardando mamma e papà allacciarsi le scarpe.
Tale padre, tale madre… tale figlio.
Domenica 15 febbraio: tutti a San Luca e non solo
E poi è arrivata questa domenica.
Una di quelle che fanno battere il cuore. E non solo per lo sforzo fisico.
I Capponi si sono sparsi in giro per l’Italia, e non solo, inseguendo sogni, medaglie, emozioni. C’era chi correva alla Romeo e Giulietta Half Marathon, tra le strade cariche di storia e romanticismo. Chi ha volato fino in Spagna per affrontare la Maratona di Siviglia, inseguendo il cronometro sotto il sole andaluso. E chi ha sfidato la fatica e la bellezza della White Marble Marathon, tra il bianco abbagliante del marmo e il peso dei propri limiti da superare.
Ma mentre alcuni “macinavano” chilometri lontano da casa, altri hanno scelto di fare su e giù per San Luca, su quella salita che non perdona, che mette alla prova le gambe ma soprattutto la testa. Un allenamento di gruppo per chi ha iniziato il conto alla rovescia: meno 15 giorni alla Bologna Marathon e meno 1 mese alla Maratona di Barcellona.

Numeri che non sono solo numeri. Sono attesa. Sono tensione. Sono sogni che prendono forma passo dopo passo. San Luca diventa così un banco di prova, un rito, quasi una promessa: quando sarà il momento, saremo pronti.
E come ogni allenamento che si rispetti, anche questa volta nessuno è rimasto a bocca asciutta. A fine corsa, una birretta offerta dai Saggi per reintegrare, sorridere, brindare. Perché sì, si corre per migliorarsi. Ma si resta per condividere.

Domenica 22 febbraio: 42° CAMMINATA DEI DUE MULINI MEMORIAL SANDRA FIESOLI
E poi eccola, l’ultima domenica di febbraio. Finalmente il sole. Una luce diversa, una temperatura che sa di primavera e che rende la giornata perfetta per correre.
Ben 1300 iscritti, di cui 130 bambini. Tantissime famiglie. Le scuole di Anzola dell’Emilia coinvolte e presenti. Una piazza viva, colorata, rumorosa di entusiasmo.
La partenza ufficiale sotto l’arco gonfiabile in Piazza Berlinguer è stata una vera esplosione di energia. Nei primi chilometri i nostri runners si sono ritrovati piacevolmente “imbottigliati” tra l’euforia dei bambini partiti a razzo, con quell’entusiasmo puro che solo i più piccoli sanno trasmettere. Un caos bellissimo. Di quelli che fanno sorridere mentre cerchi il tuo passo.

Il percorso ha poi lasciato il centro abitato per attraversare le località di Casetti e Santa Maria in Strada, salendo sull’argine del Samoggia, dove ad attendere i partecipanti c’era il primo ristoro. Un momento per rallentare, respirare, guardarsi intorno. Poi di nuovo via, tra asfalto e cavedagne, fino al secondo ristoro alle porte del paese e agli ultimi chilometri che riportavano tutti sotto l’arco in Piazza Berlinguer.
All’arrivo, ad accogliere gli atleti, musica, applausi e un mega ristoro finale preparato dagli organizzatori del Gruppo Podistico Anzolese: pizza, crescente, panini farciti con salumi, Nutella e marmellata, torte e l’immancabile cioccolata calda. Un premio che sapeva di festa vera.
Per i bambini, medaglia e sacca per tutti. Perché ogni piccolo traguardo merita di essere celebrato.
E nonostante l’abbondanza e la qualità del ristoro ufficiale, il terzo tempo dei Capponi non è mancato. Perché stare insieme, commentare la gara, ridere, condividere le sensazioni è parte integrante della corsa. È quasi sacro.
Ma febbraio non si è chiuso solo ad Anzola. Un bel gruppetto di Capponi si è fatto notare anche per le strade di Alicante, correndo la Mezza Maratona di Alicante. Ancora una volta, chilometri lontani da casa ma con lo stesso spirito, la stessa maglia, lo stesso senso di appartenenza.
Così si chiude febbraio da Capponi. Un mese fatto di allenamenti condivisi, gare in tutta Italia e oltre confine, salite affrontate insieme, bambini che corrono più veloci dei grandi, ristori che diventano feste e terzi tempi che sanno di amicizia vera.
Non è stato solo un mese di corsa.
È stato un mese di comunità.
Di sogni che si avvicinano.
Di conti alla rovescia che si accorciano.
E se la primavera è alle porte, noi siamo già pronti a correrle incontro. 🏃🌸
By Anna la Saggia