Il significato della Galaverna.
La galaverna non è solo un fenomeno atmosferico di trasformazione della rugiada e del vapor acqueo in cristalli di ghiaccio … la Galaverna è anche un evento podistico che da più di mezzo secolo accoglie migliaia di partecipanti da tutta la provincia di Bologna e non solo.
Domenica 18 gennaio si è svolta a Pianoro la 54° edizione della Galaverna, storica passeggiata ludico-motoria non competitiva organizzata da Avis Pianoro, Proloco e Comune di Pianoro. La Galaverna rappresenta un appuntamento di riferimento per tutti gli amanti del podismo. Questa manifestazione è ogni anno molto partecipata perché è in grado di accontentare tutti. Infatti la gara propone diversi percorsi collinari di difficoltà medio-alta su asfalto, sterrato e trail a seconda della distanza che si sceglie di percorrere: 20, 16, 10 e 3,5 chilometri. Quindi, in base alla propria preparazione o al mood del momento, ognuno è libero di correre o camminare la propria Galaverna.
Inoltre attraverso il percorso della Galaverna Junior, una camminata a passo libero di 3,5 km, anche i più piccoli possono avvicinarsi al mondo del podismo.
L’edizione 2026
La 54° edizione della manifestazione ha visto la partecipazione di circa 1600 persone, nonostante la mattinata sia stata molto uggiosa e nebbiosa. Al termine dell’evento, partecipanti e accompagnatori hanno potuto condividere un momento conviviale al ristoro finale a base di pasta e vin brulè, preparati dalla Pro Loco Pianoro.
La Galaverna 2026 del Passo Capponi
Per il Passo Capponi è stata un’altra domenica di corsa da ricordare, raccontare e di cui essere orgogliosi dentro e fuori dai social.
Circa 100 Capponi, con tantissimi nuovi tesserati, hanno risposto presente non solo per correre (o camminare, per chi ha scelto il proprio passo), ma anche per immergersi nello spirito Cappone. Dal ritrovo in tenda per lasciare le proprie borse o riscaldarsi o cambiarsi, ai saluti tra le vecchie conoscenze e l’accoglienza ai nuovi arrivati, fino alla foto di rito, immancabile, prima della partenza. E poi il ritorno in tenda per sistemarsi, raccontarsi la corsa appena vissuta e prepararsi al momento forse più atteso: il terzo tempo, che questa domenica è stato un vero trionfo di delizie home made come la buonissima cheesecake di Anna, la torta salata porro, barbabietola e speck di Gloria, che ha ricevuto l’approvazione presidenziale, e una morbidissima torta al cioccolato.

Il terzo tempo del Passo Capponi.
Se ne parla perfino in radio: il terzo tempo del Passo Capponi è uno status quo, una sorta di rito sacro per ogni runner Cappone dopo aver corso. Certo, ci sono cibo, bevande e musica a fare da colonna sonora, ma il terzo tempo è molto di più. È il momento in cui chi corre si ferma davvero. Si ferma per parlare, per raccontarsi, per stringere nuove amicizie. Si condividono allenamenti, migliori tempi e anche qualche affaticamento muscolare. Il terzo tempo del Passo Capponi è il piacere che arriva dopo la fatica e rappresenta l’essenza più bella dello sport: divertimento, socialità, inclusività. È il momento in cui nessuno resta indietro ed è il luogo in cui tutti trovano il proprio spazio.
Perché correre è importante, sì.
Ma condividerlo lo è ancora di più.
By la Saggia Anna Sagnella